Dimissioni si, no, forse
Pasqua annuncia la resa
Cambia tutto, anzi no, non cambia niente. La tanto attesa svolta per L’Aquila rugby sembrava essere quella dell’arrivo di un “investitore” intenzionato a raccogliere l’eredità di un blasone glorioso come quello neroverde, invece è arrivata a sorpresa la lettera di dimissioni dell’attuale presidente Giacomo Pasqua indirizzata al sindaco Cialente. Una missiva che però non ha sancito alcun cambiamento, visto che il cda neroverde non ha deliberato nessun atto dimissionario, anzi l’attuale vertice rimane saldamente ancorato alle proprie posizioni di “potere”, le stesse acquisite dal momento in cui gli attuali componenti del Consiglio di Amministrazione (Giacomo Pasqua, Giulio Vittorini e Romano Marinelli) vinsero il braccio di ferro con i soci fondatori rilevando il 100% delle quote societarie. Una responsabilità che i tre decisero di accollarsi con il supporto della Carispaq, che si propose come sponsor istituzionale, e della stessa Amministrazione Comunale, che sostanzialmente indicò per il ruolo di presidente il consigliere Vicenzo Rivera. Era l’estate del 2008 e da allora è cambiato molto in termini di certezze acquisite, la Carispaq sembra sparita, gli sponsor volatilizzati uno dopo l’altro, ma la soluzione dettata da una crisi riconducibile ad un rischio d’impresa (non dimentichiamo che L’Aquila Rugby non è un’associazione sportiva dilettantistica ma una s.r.l.) rimane sempre la stessa: battere cassa rivolgendosi ai tifosi, al sindaco, alle istituzioni. Va dunque in scena il teatrino che prevede le dimissioni, le rassicurazioni, i ritorni dopo le partenze annunciate, senza che nessuno si preoccupi di chiarire quali sono i termini di una programmazione sportiva e societaria che invece dovrebbe essere alla base di tutto. Quando Mascioletti prese in mano la squadra nel 2008 parlò di un programma triennale per rilanciare il rugby aquilano, una prospettiva che doveva essere sia tecnica che societaria. Invece tutto il progetto sembra essersi arenato in una secca dalla quale non si esce se non con una svolta vera, che chiarisca definitivamente i ruoli in campo, a cominciare da quello della Polisportiva l’Aquila Rguby e quello dell’Aquila Rugby 1936, per concludersi con i vertici societari, gli sponsor e le istituzioni. L’Aquila rugby è un patrimonio degli aquilani, è vero, ma se a manovrare i comandi ci sono uomini con interessi d’impresa è giusto che gli stessi si facciano carico dei rischi dell’attività, mentre i tifosi riprendano a varcare i cancelli del Fattori per trascorre dei momenti di sport con la squadra del cuore.
La lettera di Pasqua a Cialente:
Signor Sindaco della città dell’Aquila,
facendo seguito ai colloqui intercorsi voglio confermarLe con la presente la mia posizione in merito alla vicenda dell'Aquila Rugby.
Ho sempre considerato la mia quota di partecipazione nella società L'Aquila Rugby 1936 un contributo per tenere vivo uno dei simboli della città e non già un investimento speculativo.
Il rugby a L'Aquila è patrimonio della città e tale, per quanto mi riguarda, deve rimanere.
Ho profuso energie, tempo e denaro in questa mia esperienza di socio e presidente dell'Aquila Rugby 1936 così come gli altri soci della società. Come Lei sa i risultati sportivi inferiori alle attese e alle potenzialità della squadra messa in campo nella passata stagione sportiva 2009/2010 hanno generato qualche difficoltà finanziaria alla gestione anche per la disaffezione di alcuni sponsor. Tale situazione mi ha indotto a sollecitare, per tempo, l'attenzione dell'Amministrazione Comunale perchè ho ritenuto di comune interesse tutelare questo patrimonio cittadino che è il Rugby e la sua attuale massima espressione rappresentata dalla società L'Aquila Rugby 1936.
Proprio per tutelare questo patrimonio, come concordato in base alle Sue rassicurazioni ho dato inizio alla attività di allestimento della squadra e dello staff tecnico per il prossimo campionato di top ten. Non avendo ad oggi ricevuto riscontri concreti alle promesse di interventi né da gruppi imprenditoriali né da sponsor, al fine di facilitare l'acquisizione di nuove sponsorizzazioni, il coinvolgimento di nuovi soci, il recupero di precedenti sponsorizzazioni o finanziamenti istituzionali Le confermo, ritenendola utile alla causa la mia disponibilità che diviene oggi volontà di rassegnare le mie dimissioni da Presidente della società.
Ritengo che così Lei possa sollecitare nella Sua funzione di Sindaco della Città un coinvolgimento delle categorie industriali, artigianali, commerciali, imprenditoriali in genere e professionali nonché dei cittadini che potrebbe giovare al rilancio della società tutelando così il Patrimonio che essa rappresenta.
Giacomo Pasqua
“Comprendo la decisione del presidente dell’Aquila rugby 1936, Giacomo Pasqua, di consegnare la squadra al sindaco in un momento particolare come questo" ha commentato il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, assicurando che "il Comune dell’Aquila reciterà un ruolo attivo e sarà in prima linea nella gestione attuale e dell’immediato futuro dell’Aquila rugby".
"A Pasqua - ha aggiunto Cialente - va il più sentito ringraziamento per aver tenuto le redini della nostra gloriosa società in periodi difficilissimi, soprattutto dopo il terremoto, quando reggere l’impegno di un campionato di massima serie era impresa difficile. Oltre a Pasqua il ringraziamento va rivolto a tutto il consiglio direttivo e all’assemblea dei soci dell’Aquila rugby 1936, per l’impegno dedicato a uno dei sodalizi più importanti del rugby nazionale, vanto della città, che da decenni, anche grazie ai neroverdi, è conosciuta e apprezzata ovunque”.
“E' venuto il momento - ha proseguito Cialente - di dare un’impronta ancora più marcata al sostegno alla società aquilana, per creare i presupposti finalizzati a un rilancio della squadra, in modo tale che la stessa, nel giro di qualche anno, torni ai vertici e comunque a giocare un ruolo sicuramente più consono alla sua grande storia”.
“Faccio appello - ha concluso il primo cittadino - a tutte le forze cittadine, alle istituzioni, alle banche, ai politici affinché si stringano concretamente intorno alla società, che, in Italia, rappresenta un simbolo della nostra cultura e un punto di riferimento della nostra comunità. La ricostruzione dell’Aquila è il compito che ci ha affidato la storia. Non si può ricostruire se non conservando ed esaltando i nostri valori e gli emblemi della nostra identità. Sono fiducioso, perché, come dimostrato in questo drammatico anno e mezzo, gli aquilani sapranno dare il meglio di sé anche in tale importante settore della nostra società”.
08/08/2010
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